una-casaPROMETEO con altre associazioni lancia un progetto per identificare le strutture di accoglienza sul territorio.

Una lente di ingrandimento per scoprire un vuoto su un problema che esiste da anni. Così Laura Gangeri, presidente dell’Associazione Prometeo onlus definisce il progetto “A casa lontani da casa”, avviato assieme a Lega Tumori sezione di Milano, Avo, CasAmica, CasaMarta, forti della propria esperienza di gestione di case di accoglienza. Il vuoto è la mancanza di informazioni su questo tipo di strutture per chi arriva a Milano da altre regioni per sottoporsi a interventi e terapie post operatorie in un ospedale. «I tempi di preavviso – spiega Laura Gangeri – sono brevissimi e questo genera problematiche prima psicologiche e poi economiche nei pazienti e nei loro familiari, i quali solo una volta arrivati e per passaparola vengono a conoscenza della possibilità di un alloggio in una casa di accoglienza». Gli accompagnatori, in base a una ricerca dell’Istituto di comunicazione dell’Università lulm, trovano per un terzo sistemazione in alberghi o residence in città, per due terzi presso parenti o amici residenti a Milano o nell’hinterland oppure in strutture di accoglienza, quando non cadono vittime di chi affitta appartamenti in nero a prezzi esorbitanti nelle vicinanze degli ospedali. Per far fronte a questo problema il progetto “A casa lontani da casa” si propone di identificare e sviluppare un modello di accoglienza lombarda in più fasi. «Entro l’anno – spiega la presidente di Prometeo onlus – completeremo il censimento delle risorse sul territorio, in modo da disporre di un database delle strutture classificate in base alle loro caratteristiche, e lo studio dei bisogni per capire se l’offerta corrisponde alla domanda». Grazie alla squadra di volontari che di persona visitano le case di accoglienza e alla disponibilità dimostrata dagli ospedali coinvolti, in primis l’Istituto dei tumori, alla distribuzione di un questionario ai pazienti saranno messe insieme le informazioni e successivamente divulgate in rete, estendendo questo modello milanese al territorio lombardo. «L’obiettivo finale – conclude la Gangeri – è la creazione di un centro unico di informazioni e di orientamento in modo da trovare a chi chiama la migliore collocazione in base a bisogni e disponibilità».

FedericaServa

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