SAVE THE DATE! Sabato 19 Ottobre XX Giornata di PROMETEO

    SAVE THE DATE! Sabato 19 Ottobre XX Giornata di PROMETEOXX Giornata di PROMETEO, Sabato 19 Ottobre, SAVE THE DATE!

    Quest’anno l’appuntamento sarà molto importante poiché l’Associazione, come sapete, celebra il suo Ventennale. Desideriamo festeggiare questo grande traguardo con tutti voi, Soci e Amici, e condividere le numerose novità che abbiamo in serbo per il futuro.

     

    La Giornata si terrà presso l’Aula Magna della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

    A breve vi comunicheremo il programma dettagliato. Inviateci al più presto le vostre adesioni!

    Per informazioni e per confermare la vostra partecipazione, contattare la segreteria al numero 02.23902878 oppure via email prometeo@istitutotumori.mi.it.

     


    Una carezza al giorno toglie il medico di torno. Formazione e supporto del volontariato

    Volontari PROMETEO - ph. LaeraSi sa, fare volontariato è sempre una scelta importante. Dedicare del tempo all’aiuto del prossimo non solo contribuisce a migliorare la qualità della vita di chi è più bisognoso ma aiuta soprattutto se stessi.

    Decidere di impegnarsi in un percorso di volontariato all’interno di un ospedale però richiede un livello di impegno, motivazione e responsabilità in qualche misura superiore. Ecco perché nell’ambito sanitario e socio-sanitario, oggi più che mai, il Volontario necessita di una formazione attenta e precisa. Non solo per poter rendere il migliore servizio possibile ai pazienti e ai loro familiari ma anche per preparare il Volontario stesso ad un’attività di forte impatto e ad alto contenuto emotivo.

    Da sempre i Volontari di PROMETEO lavorano in primo luogo sugli aspetti comunicativi del rapporto con il paziente e la sua famiglia, con particolare attenzione alla relazione d’aiuto, all’ascolto attivo e all’empatia; in secondo luogo forniscono informazioni sui servizi sanitari e socio-assistenziali del territorio e sui servizi di accoglienza offerti dalla nostra Associazione con CasaPROMETEO, approfondendo il concetto di malattia e sofferenza, su specifiche patologie e relativi percorsi di trattamento e cura, in un reparto, presso l’Istituto Nazionale dei Tumori, in cui avvengono interventi chirurgici particolarmente delicati, fra i quali il trapianto di fegato.

    Grazie ai finanziamenti ottenuti dalla Chiesa Valdese per il progetto Una carezza al giorno toglie il medico di torno. Formazione e supporto del volontariato per la promozione del benessere dei pazienti e delle loro famiglie, PROMETEO ha organizzato per i suoi Volontari un percorso di formazione psicologica e medico sanitaria con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’azione del Volontario e la capacità di fronteggiare le problematiche più comuni che si possono presentare durante il servizio in reparto.

    Grazie poi alla collaborazione con le dottoresse Silvia Polin e Piera Campagnoli, psicologhe e psicoterapeute, inaugureremo da settembre, sui nostri canali social e sul sito, una rubrica che affronterà tutti i temi trattati dai Volontari di PROMETEO durante gli incontri. Sarà un’occasione di approfondimento anche per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del volontariato in modo più consapevole e informato.

    Continua a seguirci!

     

    Vuoi diventare Volontario PROMETEO?

    Clicca qui >>

    Conosci i Volontari PROMETEO!

    Clicca qui >>


    Apprezzare il lavoro di PROMETEO, anche da lontano

    Testimonianza trapiantato Antonino Tedesco“Sono un ottantenne pensionato della scuola, che ha dedicato circa cinquant’anni di servizio alla formazione delle giovani generazioni.

    Ho conosciuto Onlus PROMETEO più di tre anni orsono, cioè da quando ho scoperto di essere affetto da un linfoma per cui, su sollecitazione dei miei tre figli, sono ricorso immediatamente alle premurose e competenti cure dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

    Durante le due chemioterapie che ho dovuto affrontare, ho avuto modo di conoscere e apprezzare il grande lavoro svolto non solo dal personale sanitario dell’Istituto ma anche quello altamente qualificato di Onlus PROMETEO, per la sensibilità e l’impegno verso i problemi dei pazienti e dei loro familiari. Ho potuto sperimentare personalmente le molteplici attività svolte sul piano della ricerca clinica, dell’accoglienza dei pazienti, dell’ospitalità dei loro cari negli alloggi di CasaPROMETEO, degli obiettivi raggiunti e di quelli in divenire. Perciò ancora oggi continuo ad avvalermi della disponibilità e dell’ospitalità offertami da questa importante organizzazione durante i controlli semestrali di routine.

    Poiché ricorre quest’anno il ventesimo anniversario della sua fondazione avvenuta nel 1999, abitando io in provincia di Salerno, ho sentito forte il dovere di inviare a tutto lo staff di questa benemerita Associazione, nota in tutto il territorio nazionale, le mie più vive congratulazioni e i più sentiti auguri di sempre migliori e più ampi successi in un campo così importante quale quello socio-sanitario e assistenziale.” – Antonino Tedesco

     

    In segreteria spesso arrivano lettere come questa, da pazienti che ci hanno conosciuto durante un periodo di ricovero presso l’Istituto. Proprio in concomitanza della ricorrenza del ventennale, Antonino ha voluto ringraziare tutta l’Associazione per i servizi di accoglienza e supporto che offre ai malati.  È tra le nostre mission: aiutare le persone ricoverate, sovente lontane dalla loro casa e dai loro affetti, a ritrovare il calore di una famiglia, grazie anche ai nostri volontari sempre presenti in reparto, durante tutto il loro percorso ospedaliero, ma anche successivamente, quando ritornano in Istituto per i controlli. I ringraziamenti dei pazienti, anche ad anni di distanza, le loro belle parole, i loro pensieri positivi verso l’Associazione e chi vi opera, ci confermano che quello che stiamo facendo è la giusta via. Grazie a te Antonino!


    Esperienze di lettura, dal book-crossing alle sculture letterarie – di Antonella Marchi

    esperienze di letturaChi non ha mai sentito parlare di “Book-Crossing”? È un’iniziativa basata sull’idea di lasciare un libro della nostra biblioteca personale per chi lo voglia prendere, in ambiente naturale o in ambiente urbano, impegnandosi a lasciare quel libro, una volta letto, altrove.

    Oggi sempre più diffusa in tutti i paesi del mondo, l’idea di condivisione delle esperienze di lettura nasce ormai diversi anni fa e già ai suoi esordi PROMETEO ha deciso di adottarla e di promuoverla con una piccola libreria, accessibile a tutti, presente al 7 piano del reparto di Chirurgia Epato gastro pancreatica e trapianto di fegato presso l’Istituto Nazionale dei Tumori. L’idea è quella di condividere un libro con il mondo e poi … liberarlo! In modo da offrire l’occasione ai pazienti ricoverati e ai loro familiari di potersi arricchire e di poter evadere dalla routine ospedaliera attraverso la lettura.

    Del resto in quest’era digitale, sempre di più si sente l’esigenza di tornare alla lettura, quella su carta stampata, con quel classico odore dei libri che ci fa sentire un po’ a casa e di condividere il piacere di leggere in una molteplicità di forme. Volete scoprire quali? Leggete il nostro articolo a cura di una cara amica di PROMETEO, Antonella Marchi. Buona lettura!

    Leggi l’articolo


    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione

    Giacomo Infantino fotografo“Criteria è un lavoro sviluppato in due anni di frequentazione costante presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Il progetto, nato da un workshop, ha visto la collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Brera e Fondazione IRCCS, con la coordinazione di Onlus PROMETEO. A fronte di un lavoro collettivo concretizzatosi in una mostra e in una pubblicazione scientifica, in questi anni, ho voluto approfondire la storia dell’Istituto e della vita al suo interno continuando singolarmente un’indagine personale sul tema della ricerca e della malattia.”

     

    Abbiamo conosciuto Giacomo Infantino proprio in occasione di questa collaborazione. Fotografo e studente dell’Accademia di Brera, non solo ha realizzato molti degli scatti successivamente esposti e oggi presenti in reparto, ma si è anche occupato della realizzazione grafica del catalogo e dell’allestimento della mostra, tenutasi presso lo Spazio Eventi di Palazzo Pirelli lo scorso mese di marzo, dal titolo Lievi e Precisi come determinati voli. Sguardi altri sulla ricerca e la cura dei tumori.

    Questa esperienza è stata per lui talmente segnante da averlo spinto a proseguire la ricerca all’interno dell’Istituto, dando così vita a un percorso fotografico a sé stante: CRITERIA. Ci siamo fatti raccontare da Giacomo stesso come nasce CRITERIA e cosa lo ha spinto a sviluppare questo progetto al di là del lavoro fatto come studente dell’Accademia:

     

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione 6La necessità di intraprendere questo percorso nasce dalla volontà di entrare sempre più in contatto con l’ambito medico e i pazienti. Diversi sono gli aspetti che mi hanno spinto su questa strada che, inizialmente, mi spaventava molto in quanto legata alla mia vita personale e famigliare.

    È stata una decisione concreta per combattere dentro di me la demonizzazione della malattia e dei brutti ricordi legati all’Istituto.

     

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione 4La delicatezza del tema, le difficoltà, ma anche la volontà di conoscere un mondo molto distante dal mio è stata la spinta di motivazione nel prolungare il mio lavoro, inizialmente di sei mesi e che successivamente si è esteso per ben due anni interi.

    Tutto questo si è rivelato in un percorso formativo e di presa di consapevolezza che ha profondamente influito sulla mia persona. Un’esperienza che consiglio non solo dal punto di vista fotografico, ma anche come bellissimo percorso utile a curare la propria anima e quella degli altri.

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione 1Nel mio caso, oltre a questo, la fotografia è stata il legante che ha attivato una cooperazione lavorativa tra me e i medici. Durante la realizzazione del lavoro ho avuto la possibilità di creare immagini con le stesse tecnologie del reparto di Radiologia e Diagnostica per Immagini (CDI). Incredibile constatare come fossimo legati, fotografi e medici, da ciò che rappresenta un’immagine, anche se con scopi totalmente diversi: entrambi attribuiamo ad essa il lato che appartiene alla sfera dell’estetica e dell’arte, molti di loro infatti sono artisti fotografi, tecnici di laboratorio e camera oscura o grandi appassionati di immagine.

     

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione 5Ho utilizzato molte fotografie d’archivio dell’IRCCS e attinto alla sua memoria storica che, mescolata al presente con nuove fotografie, hanno dettato la strada per una nuova lettura.
    Il mio lavoro dunque si colloca in un immaginario effimero, posto tra finzione e realtà, passato e presente. Esso gioca sulle sensazioni e le percezioni di uno stato intimo e di immobilità emotiva personale, ma che viene oggettivato dalle registrazione concreta della camera. Fotografia a tratti documentaristica, di archivio, e immagini realizzate attraverso l’uso di macchinari medico-scientifici creano una corrispondenza di immobilità interiore che vuole essere superata o forse accettata.

    Colgo ancora l’occasione per ringraziare tutto il personale medico, l’associazione PROMETEO in quanto si è distinta per la disponibilità e l’aiuto concreto datomi, i Professori Mazzaffero, Laera e Pizzi quali ideatori e curatori del progetto, e soprattutto tutti i volontari, i pazienti e i colleghi.”

    CRITERIA 2017-2019, Giacomo Infantino

     

    Grazie a Giacomo per aver raccontato attraverso i suoi scatti la storia dell’Istituto, il reparto, l’Associazione, tanti frammenti di vita all’interno di un “set” così particolare come può essere un ospedale.

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione

    PROMETEO ci tiene a sostenere i giovani talenti, non solo nel campo della medicina, quindi ti invitiamo a seguire Giacomo.

    Il suo sito: www.giacomoinfantino.com

     

     

     

    Lievi e precisi come determinati voli. Il catalogo della mostraLa pubblicazione che racchiude il catalogo completo della mostra “Lievi e precisi come determinati voli. Sguardi altri sulla ricerca e la cura dei tumori” è ancora disponibile a fronte di un contributo a partire da 20,00 euro. Anche questo è un modo per sostenere i progetti di Associazione Onlus PROMETEO.

    PRENOTA il catalogo della Mostra e ritiralo presso la segreteria PROMETEO
    c/o Istituto Nazionale dei Tumori, Via Giacomo Venezian 1, Milano previo appuntamento telefonico contattando lo 02 23902878

    Effettua un bonifico:
    Banca Popolare di Sondrio: IBAN IT41 J 05696 01620 000015010X93
    Causale: Catalogo Mostra (indica anche nome e cognome di chi ritirerà la copia)


    Biblioterapia, leggere ci aiuta a guarire

    Biblioterapia, leggere ci aiuta a guarire 1Aristotele credeva che la letteratura potesse guarire le persone e gli antichi romani riconobbero l’esistenza di un rapporto tra medicina e lettura. Leggere può davvero essere un valido strumento terapeutico?

    Pare proprio di sì. Da diversi anni ormai, soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, si è sviluppato un nuovo approccio psicoterapeutico, volto a migliorare il benessere dei pazienti affetti da diverse patologie, attraverso la lettura. La cosiddetta biblioterapia, che può essere un ottimo supporto per combattere la depressione, il declino cognitivo, fenomeni quale il bullismo e l’esclusione del diverso, sempre più spesso viene utilizzata nei reparti ospedalieri a sostegno del percorso terapeutico dei malati oncologici.

    Interventi di biblioterapia consistono ad esempio nel suggerire ai pazienti letture a loro appropriate come strumento di benessere, elaborazione e crescita personale. Ecco che la presenza di una biblioteca all’interno di un ospedale può fornire un valido mezzo di evasione per chi si trova immerso in un percorso di cure. Leggere diventa un momento sacro, un tempo da dedicare a se stessi, in cui i pensieri della quotidianità e quelli legati alla malattia possono prendersi una pausa; leggere permette di riflettere, scoprire le proprie emozioni e perché no, evadere dalla realtà per qualche istante.

    Anche Onlus PROMETEO, impegnata da sempre nell’umanizzazione delle cure per i pazienti oncologici, ha deciso da diversi anni ormai di creare una piccola biblioteca, situata al 7 piano del Reparto di Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto Fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori. All’interno della nostra libreria nata con il progetto Un libro ti prende in prestito si possono trovare volumi di ogni genere – gialli, fumetti, narrativa, classici– a disposizione di chiunque voglia usufruirne.

    La particolarità del progetto, affine al book-crossing, è quella che i libri presi in prestito non vengono segnati in nessun registro, quindi l’accesso è libero. Inoltre, contrariamente ad una classica biblioteca, i libri non devono necessariamente essere restituiti: chi sceglie un libro decide se renderlo oppure no. Così com’è anche possibile donare altri testi.

    L’idea, nata ormai nel 2009, è quella di migliorare la qualità del tempo che si è costretti a trascorrere durante il ricovero o nelle lunghe attese nei corridoi dell’ospedale. Con questo servizio vogliamo dare la possibilità, a chi si trova in ospedale, di riempire quei momenti vuoti e silenziosi di parole che diano sollievo e facciano bene all’anima.


    Diventare Volontario: Enrica e Andrea e la grande famiglia di PROMETEO

    volontari PROMETEO Enrica e Andrea-Dopo essere stati dei pazienti, da quasi un anno Enrica e Andrea fanno parte della famiglia di PROMETEO.

    Trascorrono il loro turno della mattina ad accogliere con tante chiacchiere e sorrisi i pazienti che aspettano in sala d’attesa del Reparto di Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto Fegato al 7° Piano dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

    «Sono vicina alle persone che incontro in reparto – racconta Enrica – perché io stessa ho subito un intervento e nel periodo in cui sono stata ricoverata, le attenzioni avute dai medici, dagli infermieri, dai Volontari di PROMETEO mi hanno dato forza e aiutato a superare un momento di grande fragilità fisica e psicologica. Non appena mi sono ripresa ho chiesto di fare la volontaria e così è iniziato quello che per me è diventato un momento irrinunciabile. Come non averci pensato quando stavo bene, me lo sono chiesta tante volte!»

    Aggiunge Andrea, un po’ commosso: «la mia storia in Istituto è iniziata nel 2016. Sono stato visitato dalla dottoressa Coppa e non appena uscito da qui, mi sono sentito rinato; ho ritrovato la fiducia che avevo perso e oggi sono veramente felice e grato a tutto lo staff del 7° piano. Nei giorni di ricovero ho avuto l’opportunità di conoscere PROMETEO attraverso i Volontari che il pomeriggio portavano il tè nelle stanze… anche questo mi ha portato a decidere di entrare a far parte di questa splendida Associazione».

    «Io e Andrea,- conclude Enrica – che ogni giovedì mattina siamo in reparto, viviamo assieme ai pazienti e ai loro parenti, tutte l’ansia e le preoccupazioni con cui si trovano faccia a faccia queste persone. Sono convinta, e me ne rendo quotidianamente conto, che l’attenzione a loro dedicata, attraverso una parola di conforto, un sorriso e qualche volta, perché no, un po’ di leggerezza, è sicuramente di grande aiuto. Grazie a PROMETEO la nostra vita è cambiata in meglio!»

    Giungono a PROMETEO spesso per caso, i nostri Volontari sono persone come te, ma al contempo sono speciali. Persone che dedicano parte del loro tempo libero per migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari durante la permanenza in ospedale. Entrare in PROMETEO come Volontario significa diventare parte di una grande famiglia.

    Scopri come diventare Volontario

     


    Per dare la stessa vita alla tua nuova storia, video-spot per PROMETEO

    Federica Del GiudiceMolti conoscono Federica Del Giudice. Nel 2013, a soli 21 anni, subì un trapianto di fegato presso l’Istituto Nazionale dei Tumori.

    Da Bari a Milano, il viaggio fu lungo, pieno di dubbi e di ansia per un futuro che non poteva conoscere: viaggiava verso la sua nuova vita.

    Giunta a destinazione conobbe ben presto la realtà di PROMETEO. Ricorderà sempre, dice, l’aiuto che ricevette dai volontari, per gli aspetti pratici e burocratici che si devono affrontare all’arrivo in un nuovo ospedale, ma anche e soprattutto la grande umanità che trovò giungendo in reparto all’Istituto Nazionale dei Tumori. Di grande importanza fu l’incontro con volontari trapiantati con cui confrontarsi, poter parlare di un’esperienza già vissuta da altri inevitabilmente l’aiutò molto. L’accoglienza, il conforto, la vicinanza umana, per lei ma anche per la sua famiglia, le diedero forza. In un periodo buio della sua vita, Federica, oltre a sua mamma e suo papà, ebbe vicino una nuova grande famiglia.

    Oggi studia Psicologia del Benessere all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Ha scritto molti articoli per la pubblicazione PROMETEOInforma. Per esperienza vissuta in prima persona sa bene quanto sia difficile comunicare durante la malattia.“Parlare agli altri della propria malattia, è una cosa troppo difficile da affrontare. Ma non bisogna evitare l’argomento; parlarne può far bene, può essere uno sfogo positivo, un aiuto. Se si evita di parlarne, la malattia si trasforma in una cosa nascosta e rara; il diretto interessato non può fare a meno di sentirsi sbagliato e di avvertire solitudine e il peso di dover combattere da solo.”

    Federica, iscritta all’AIDO Associazione Italiana per la Donazione di Organi, è anche consapevole della poca informazione che esiste a riguardo – “ancora oggi, soprattutto al sud, rimane un tema difficile che spaventa molti. È quasi un tabù”.

    Mossa dall’esperienza e dal desiderio di condividere quello che ha vissuto con chiunque si trovi nella sua situazione, al fine di regalare forza, consapevolezza e aiuto, e soprattutto di diffondere l’importanza della donazione di organi, Federica ha voluto realizzare, insieme a due amiche, Chiara Manna e Alice Valenti, un video-spot, che racconta il periodo del trapianto.

    Quando pensa al suo donatore Federica ci racconta – “… ti resta addosso un’immensa voglia di ringraziare. Ma è un grazie talmente grande che non sai come dirlo”.

     

    Video-spot per PROMETEO, Federica Del GiudiceGuarda il video “Per dare la stessa vita alla tua nuova storia”.

    Il video racconta l’esperienza di una paziente ricoverata presso la Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori per un trapianto di fegato, che viene a contatto con l’Associazione Onlus PROMETEO. La frase finale “PROMETEO: RICEVE, RIDONA, RICERCA” descrive in modo esauriente le tre mission dell’Associazione.

    Created by: Federica Del Giudice, Chiara Manna, Alice Valenti
    Edited by: Garbaign Studio


    Accoglienza e umanizzazione delle cure, tra i principali obiettivi di Onlus PROMETEO

    Rinnovo sala attesa settimo piano Istituto TumoriAccoglienza e umanizzazione delle cure sono da sempre tra i principali obiettivi di Onlus PROMETEO e nell’ottica di renderli ancora più concreti nasce “Accolti a 360°”, realizzato grazie al contributo della Chiesa Valdese.

    Il progetto ha permesso una riprogettazione parziale, e un rinnovo degli ambienti dedicati all’accoglienza: gli alloggi di CasaPROMETEO e la Sala di aspetto del Reparto di Chirurgia EGP e Trapianto Fegato dell’Istituto dei Tumori.

    L’idea di fondo è che, mettendo al centro le esigenze dei pazienti, anche i luoghi in cui soggiornano durante il periodo di cure contribuiscano a rendere la permanenza più confortevole e serena ai malati oncologici e ai loro familiari, costretti ad affrontare un percorso lungo, difficile e spesso lontani da casa e dagli affetti.

    Il 18 giugno PROMETEO ha voluto inaugurare, alla presenza del Direttore generale dell’Istituto, Stefano Manfredi e del Direttore sanitario Oliviero Rinaldi, di tutto lo staff medico e infermieristico del settimo piano, dei pazienti e dei volontari, la sala d’attesa del reparto. Un momento importante di condivisione per chi ogni giorno vive quegli ambienti tra difficoltà, speranze, e perché no, qualche sorriso.

    L’inaugurazione è stata l’occasione per festeggiare tutti insieme il compleanno di PROMETEO che da vent’anni lavora al servizio della ricerca clinica e dei pazienti oncologici. Ringraziamo ancora una volta la Chiesa Valdese, l’Istituto dei Tumori, l’architetto Elli che a titolo gratuito ha riprogettato l’arredamento, i volontari che con entusiasmo hanno lavorato all’organizzazione della giornata e tutti coloro i quali ci sostengono nel proseguimento delle nostre attività.

    Guarda il video!

    Accoglienza e umanizzazione delle cure, tra i principali obiettivi di Onlus PROMETEO

     


    Salvatore Camiolo: dopo il dono di una seconda vita arriva il tempo da donare agli altri

    Mazzaferro-Camiolo testimonianza trapianto di fegato«Sul finire del 1993 mi ritrovai con un epatocarcinoma su una cirrosi che affliggeva il mio fegato. Avevo 38 anni, una moglie e due piccoli bimbi che contavano solo su di me.

    Ero precipitato in uno stato di semi coscienza ma con un pensiero martellante: “Non potevo permettermi di andarmene!”. Ma quella era solo la mia speranza di papà disperato!

    Uno dei miei fratelli, medico, subito si prodigò per mettermi in contatto con l’unità trapianto di fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano allora coordinata da un giovane medico, poco più che trentenne, il dott. Vincenzo Mazzaferro di cui già si diceva un gran bene. Durante gli accertamenti di routine ebbi modo di osservare a fondo quell’ospedale, chi vi lavorava e con quale spirito, professionalità e umanità affrontava ogni giorno noi pazienti.Leggi l’articolo