Essere Volontari in PROMETEO: il percorso di formazione grazie a Chiesa Valdese

    Silvia Polin psicologa psicoterapeuta PROMETEOHo avuto il piacere di conoscere la Presidente Giuse Dellavesa e il gruppo di volontari che fanno parte di PROMETEO; una realtà associativa impegnata in prima linea nel dare quotidianamente un aiuto umano nell’ambito del Progetto Malattie Epatiche Trapianti Oncologia.

    PROMETEO guarda sia al presente sia al futuro, e lo fa, da un lato affiancando le persone del reparto al settimo piano e i loro familiari che si trovano in una condizione di significativo bisogno, dall’altro impegnandosi nella raccolta di fondi da orientare alla ricerca scientifica. È una squadra che dà sostegno concreto alle persone che lottano per la vita confrontandosi con il dramma della malattia e coi profondi vissuti di angoscia, rabbia e dolore ma anche, per fortuna, di gioia e di rinascita. L’Associazione testimonia con il suo impegno dentro e fuori dall’Istituto, una solidarietà orientata ad umanizzare la cura per accogliere le persone nel loro stato di più grande vulnerabilità fisica ed emotiva.

    I volontari rappresentano una parte fondamentale di questa Associazione, affrontando un compito non facile: quello di entrare con delicatezza e rispetto, nelle stanze dei pazienti ricoverati incontrando la loro disperazione. I volontari non sono psicologi ma persone che vanno verso altre persone in un contatto umano fatto di sguardi e gesti di attenzione in cui ci si scambia un nutrimento relazionale.

    Ogni volontario ha delle ragioni personali per aver deciso di dedicare gratuitamente il proprio tempo a questa attività di solidarietà. Ricordarsi i motivi che hanno portato (e portano ogni giorno) ad agire nella direzione del volontariato, aiuta a tenere viva la fiamma motivazionale impegnandosi costruttivamente nel superamento delle difficoltà e nello svolgimento del proprio servizio. La motivazione (in qualsiasi ambito) si fonda proprio nel tenere a mente i propri obiettivi e desideri. Anche la consapevolezza delle proprie aspettative è un atto di maturità responsabile. Se non si monitorano le proprie aspettative (“Mi aspetto che tu…Mi aspetto che l’associazione mi dica cosa devo fare…Mi aspetto che l’altro dia le soluzioni ai problemi”), si corre il rischio di trovarsi delusi e arrabbiati disperdendo la propria energia in uno stato di passività che porta a frustrazioni, sterili lamenti e azioni oppositive che per esempio si esprimono nel pensiero disfunzionale: “Se non lo fa lui, perché devo farlo io?”. Quando invece il ragionamento costruttivo (focalizzandosi in termini di obiettivi motivazionali), dovrebbe essere: “Io dispongo del tempo necessario e visto che questo aspetto lo sento importante, lo porto avanti io visto che tu non lo fai”.

    E’ necessario quindi guardare cosa si può fare proattivamente per far crescere la realtà associativa sostenendola nei servizi e progetti che ne costituiscono l’identità: PROMETEO è un impegno quotidiano a dare aiuto solidale in reparto ma è anche gestione del servizio CasaPrometeo, attività di segreteria e raccolta fondi che il volontario può sostenere da un lato testimoniando e raccontando la missione dell’Associazione, dall’altro proponendo idee, suggerimenti, progetti per migliorare l’impresa PROMETEO in tutti i suoi aspetti. Non si può infatti entrare in una realtà cooperativa di questo tipo mettendo avanti il proprio sé con un comportamento orientato a fare solo ciò che si preferisce; infatti così facendo si annullerebbe il senso stesso dell’associazione creata per l’altro.

    Ci tengo a sottolineare che l’impegno del volontario in reparto è un aspetto importantissimo di questa realtà solidale, ma insieme a questa attività è necessario metterci sempre quel “valore aggiunto” (proprio di ogni essere umano) per costruire insieme PROMETEO; e tutti possono dare il proprio personale contributo. Questo è possibile se ognuno, come parte attiva dell’Associazione continua a domandarsi: “Cosa posso fare e quale apporto posso dare all’Associazione per aiutarla a crescere?”. Essere volontari motivati proattivamente significa quindi avere uno sguardo ai propri obiettivi, ai bisogni dei pazienti e alle necessità dell’Associazione senza la quale il malato sarebbe ancora più solo.

    Il volontario mostrando la propria iniziativa creativa, non è solo una parte importante dell’associazione ma diventa un protagonista attivo di un NOI associativo. Così facendo i volontari crescono con PROMETEO e PROMETEO cresce con i volontari: tutto ciò a vantaggio, e nel primario interesse, del malato.

    Credo importante concludere questo scritto invitando i volontari a stupirsi di se stessi nell’essere creativamente propositivi nell’AIUTARE PROMETEO AD AIUTARE. Abbiate uno sguardo al presente valorizzando quello che realizzate nella vostra attività quotidiana ed uno sguardo sempre in avanti verso ciò che si può fare ancora. Stupitevi delle vostre capacità a progettare PROMETEO… senza aspettare.

    Silvia Polin, psicologa-psicoterapeuta, dal 2004 lavora in ambito clinico, formativo e nel settore della psicologia giuridica (www.silviapolin.it).


    Il reparto di Chirurgia Epato-gastro-pancreatica e trapianto di Fegato, un’eccellenza all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori, è uno di quei luoghi in cui i risvolti psicologici per chi affronta la malattia e un’esperienza segnante come un trapianto, possono essere davvero importanti. Possiamo facilmente comprendere quindi quanto anche l’impatto psicologico sui volontari che prestano la loro attività in Reparto sia molto forte: ci si ritrova a contatto con patologie esclusivamente oncologiche che tolgono certezze sul proprio futuro e, nel caso del trapianto, i pazienti sono consapevoli del fatto che quell’intervento è l’unico che possa ridare loro una speranza di vita, passando attraverso l’esperienza di perdere qualcosa di sé per accogliere un organo altrui e innescando, in questo senso, un necessario percorso di elaborazione e accettazione che i volontari di PROMETEO sanno affrontare sia per esperienza personale che per formazione specifica.

    PROMETEO, grazie al progetto finanziato da Chiesa Valdese, “Una carezza al giorno toglie il medico di torno”, ha messo in atto una serie di azioni volte a migliorare la formazione specifica dei volontari. Tra le principali una serie di incontri con psicologi e psicoterapeuti che hanno come obiettivo condividere le esperienze di ciascuno e imparare a gestire lo stress correlato all’impatto emotivo alle storie di vita di ciascuno.

    Abbiamo chiesto alla psicologa-psicoterapeuta dott.ssa Silvia Polin, di spiegare attraverso una serie di articoli, alcuni dei passaggi fondamentali del percorso di formazione dei nostri volontari che personalmente ha seguito nel corso di quest’anno. Ci auguriamo che questi approfondimenti siano utili a tutti coloro i quali decidano di entrare a far parte della famiglia dei volontari di PROMETEO.


    Se ti prendi cura delle persone vinci sempre: la bella testimonianza di Francesco

    Se ti prendi cura delle persone vinci sempre: la bella testimonianza di FrancescoPROMETEO prova ogni giorno a raccontarvi cosa succede nel Reparto di Chirurgia Epato-gastro-pancreatica e Trapianto di Fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori, o, più familiarmente detto, il 7 piano!

    Con i nostri progetti lo abbiamo reso più bello e accogliente, più ospitale. Abbiamo voluto mostrarvi come si vive tra quei corridoi attraverso lo sguardo degli artisti, vi abbiamo illustrato i lavori di ricerca dei medici che con passione vi operano e le attività quotidiane dei volontari di PROMETEO.

    Proviamo adesso a raccontarvi il 7 piano anche attraverso le parole di chi lo ha vissuto da paziente. Questa è la testimonianza di Francesco Martusciello, che durante la XX Giornata dell’Associazione ha voluto raccontarci l’amore e la gratitudine per il Reparto in cui ha ritrovato la speranza e un porto sicuro in cui lavorano persone che ogni giorno si prendono cura dell’ammalato perché, come afferma Francesco, “le terapie o gli interventi possono funzionare o no, ma se ti prendi cura delle persone vinci sempre!!!!”

     

    “Vorrei raccontarvi, non tanto la mia storia, probabilmente simile a quella di molte altre persone che hanno affrontato e che affrontano la malattia, ma quello che rappresenta per me il Reparto che ormai da 3 anni mi ha adottato. Spiegarvi cos’è per me è il 7 piano è difficile ma ci proverò… Quello che ho visto è soprattutto la passione e l’amore che mettono tutte le persone in questo ospedale. Dal primo impiegato che incontri all’accettazione al chirurgo che non ti tratta come un malato o per meglio dire come un condannato. Sì, perché così mi sentivo quando sono arrivato in Istituto. La mia, più che una diagnosi, era una sentenza: diversi medici e chirurghi di Milano mi avevano detto che non si poteva fare niente, che il mio tumore era inoperabile e alla domanda su quanto tempo mi rimanesse erano vaghi, tre, al massimo sei mesi … Il Professor Vincenzo Mazzaferro merita il mio primo ringraziamento, perché lui, insieme a tutta la sua équipe, mi ha dato una possibilità, la possibilità di combattere.

    Questo è un luogo in cui si viene curati in quanto persone. Per me il 7 piano è come tornare a casa. Come quando sei in giro, vai, viaggi ma poi torni sempre a casa, dove ti senti al sicuro. E sai che, anche se magari hai fatto qualche danno, troverai sempre la porta aperta. Il reparto per me è un po’ come la coperta di Linus.

    Queste esperienza è stata per me fondamentale: il dolore, la sofferenza, fanno parte della vita, ma si può scegliere come affrontarle. Il dolore può farti del male e basta o puoi permettergli di cambiarti e renderti una persona migliore perché credo che le nostre esistenze siano fatte al 10% da quello che succede e al 90% da come reagisci alle cose.

    Sono passati quasi quattro anni tra cure e interventi (ben tre), e posso dire di aver vissuto l’esperienza, a livello umano, più profonda e bella della mia vita. In alcuni momenti ti trovi un sacco di gente intorno, ma pochi vicino … E le persone che lavorano in Istituto sono tra le poche che veramente mi sono state e sono tutt’ora vicino e per questo avranno sempre il mio amore e la mia riconoscenza … Perché le terapie o gli interventi possono funzionare o no, ma se ti prendi cura delle persone vinci sempre !!!! – Con affetto, Francesco”

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    “PROMETEO: 20 anni di Persone, Passioni, Progetti” – XX Giornata di PROMETEO

    XX Giornata di PROMETEO Istituto Tumori Milano“PROMETEO: 20 anni di Persone, Passioni, Progetti”, questo il titolo della XX Giornata di PROMETEO, svoltasi il 19 ottobre 2019. Una giornata carica di emozioni, di storie, di voci che raccontano qual è il senso dell’attività di PROMETEO.

    Quest’anno abbiamo scelto di tornare ad incontrarci all’Istituto dei Tumori di Milano perché è proprio in questo luogo che affondano le nostre radici e che quotidianamente l’Associazione opera supportando i pazienti e le loro famiglie.

    Il titolo scelto racchiude perfettamente i 20 anni dell’Associazione e, durante la Giornata, a piccoli step, abbiamo provato a ripercorrerli con tutti coloro i quali hanno partecipato.

    Siamo partiti dalle testimonianze. Alcuni dei pazienti del settimo piano, Sandra Sala, Federica Del Giudice, Francesco Martusciello, hanno raccontato le loro storie. Hanno spiegato come la malattia e l’esperienza del trapianto li abbia cambiati, come siano riusciti a trasformare questi eventi in progetti per il futuro e quanto il legame con i medici, con tutti coloro i quali lavorano in reparto e con i volontari, sia stato fondamentale nell’affrontare il percorso di guarigione.

    Abbiamo voluto parlare della progettualità che da sempre fa parte dello spirito di PROMETEO. La Presidente Giuse Dellavesa e Paola Serafin hanno illustrato i progetti nati anni fa e che oggi sono parte integrante dell’Associazione, Tè con PROMETEO, CasaPROMETEO e i percorsi nuovi e stimolanti intrapresi nel corso dell’ultimo anno, volti a migliorarci nel supporto ai pazienti attraverso la formazione dei volontari e nell’accoglienza, in reparto e negli alloggi che l’Associazione mette a disposizione di coloro i quali devono spostarsi per motivi di cura. E poi i progetti finanziati da Chiesa Valdese, “Una carezza al giorno toglie il medico di torno” e “Accolti a 360°”, rispettivamente, un percorso di formazione e supporto al volontariato e un’iniziativa che ci ha permesso il rinnovo dei nostri alloggi per i pazienti e la sala d’attesa del settimo piano dell’Istituto. Ma anche “Lievi e precisi come determinati voli. Sguardi nuovi sulla ricerca e la cura dei tumori”, il progetto finanziato da Fondazione Cariplo realizzato in collaborazione con l’Istituto e l’Accademia di Belle Arti di Brera, con il quale abbiamo voluto veicolare un messaggio diverso nell’approccio alla malattia oncologica attraverso l’arte.

    Abbiamo dato un assaggio delle tante idee per il futuro, tra queste l’organizzazione di un importante convegno che si terrà il 21 marzo 2020, introdotto dalla dottoressa Jorgelina Coppa, dedicato alla qualità della vita dei pazienti affetti da tumori gastro-entero-pancreatici e che affronterà la tematica sia dal punto di vista medico che socio-economico.

    Non potevamo poi, non occuparci della ricerca e del fondamentale ruolo che essa riveste in ambito oncoepatologico. PROMETEO in questi anni è riuscita ad erogare borse di studio che hanno permesso a molti medici del Reparto di Chirurgia onco-epato-gastro-pancreatica di condurre importanti lavori di ricerca. La dottoressa Sherrie Bhoori, il dottor Marco Bongini, il dottor Davide Citterio e la dottoressa Maria Flores, tra i beneficiari delle borse di studio erogate da PROMETEO, hanno ringraziato l’Associazione e hanno illustrato alcuni progetti di ricerca finanziati che oggi, dopo anni di studio, iniziano a produrre importanti risultati nella pratica clinica, dando speranza a chi prima non l’aveva. Proprio perché sappiamo quanto sia rilevante proseguire su questa strada anche quest’anno abbiamo avuto il piacere di erogare una borsa di studio al dottor Matteo Virdis e abbiamo presentato il lavoro di tesi del dottor Paolo Belotti.

    E infine PROMETEO ha voluto condividere con i tutti i suoi sostenitori gli importanti cambiamenti che la Riforma del Terzo Settore ha imposto alle Organizzazioni di Volontariato. Il Prof. Vincenzo Mazzaferro e Michele Zaninelli, membro del Consiglio DIrettivo, hanno spiegato alla platea quello che rappresenterà certamente il cambiamento più significativo: l’adeguamento statutario alle normative di legge, che contribuirà a dare un nuovo volto alla nostra Associazione, ma che rimarrà saldamente ancorata alla sua mission e ai suoi valori.

    Ringraziamo tutti coloro i quali sono intervenuti e hanno partecipato alla realizzazione della Giornata: i medici, i pazienti, i volontari, il nostro musicista Paolo Antonio e Officine Buone, lo staff, il consiglio direttivo di PROMETEO, il Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori dottor Marco Luigi Votta.

    E visto che raccontare in poche righe i tanti argomenti e le tante emozioni che si sono susseguite nel corso della Giornata non è facile, così come non è stato facile concentrare una storia lunga 20 anni fatta proprio di persone, passioni e progetti nell’arco di una mattinata, lasciamo spazio alle immagini per ripercorrere la XX Giornata di PROMETEO… e arrivederci al prossimo anno!

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    Giuseppe Carvelli: una bella storia di forza, speranza e positività

    “Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

    Queste sono parole di Mark Twain. E di Giuseppe Carvelli, un ex paziente del 7 piano dell’ Istituto dei Tumori di Milano. Le ha messe in pratica davvero. La sua è una bella storia di forza, speranza e positività.

    Nel 2011 gli viene diagnosticato un carcinoma al fegato. Dopo le terapie viene operato e prosegue le cure, perché nel frattempo il tumore si era esteso al polmone, per il quale verrà operato nel 2014.

    Da allora continua a fare i controlli di routine, ogni sei mesi, ma nel frattempo ha deciso di non fermarsi e di dedicarsi alla scoperta del mondo: Nuova Zelanda, Thailandia e Australia… e proprio da Melbourne manda un saluto a PROMETEO e al Reparto, ma anche un messaggio di incoraggiamento per tutti coloro che affrontano la malattia.

    “Cerco di godermi ogni singolo momento” – racconta Giuseppe – “questo è il cambiamento più grande che ho avuto dopo la malattia, insieme alla capacità di affrontare con positività ogni singolo problema e vivere dando importanza alle cose che contano davvero, progettando sempre nuove avventure verso nuove mete”.

    Grazie Giuseppe per la tua testimonianza. Aspettiamo altre tue cartoline e messaggi dal mondo!

     

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    Giuseppe Carvelli: una bella storia di forza, speranza e positività 1


    Chirurgia Epatobiliopancreatica e trapianto: cosa c’è di nuovo – Intervista a Vincenzo Mazzaferro

    Chirurgia Epatobiliopancreatica e trapianto: cosa c’è di nuovo - Intervista a Vincenzo Mazzaferro 1Chirurgia Epatobiliopancreatica e trapianto: cosa c’è di nuovo. Gli studi sui tumori epatici primitivi su base metabolica e la nascita di una nuova specialità, l’oncologia dei trapianti, aprono ulteriori prospettive ai pazienti affetti da neoplasie.

     

    È uscito su Sanità & Benessere, allegato del Corriere Della Sera-La Repubblica, un interessante articolo con l’intervista al Prof. Vincenzo Mazzaferro, Direttore della S. C. di Chirurgia Epatobiliopancreatica e trapianto di fegato presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

     

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    Tumori alle vie biliari: la cura è possibile – Panorama intervista il Prof. Mazzaferro

    Prof. Vincenzo Mazzaferro_Istituto dei Tumori MilanoTumori alle vie biliari: la cura è possibile. L’oncologo e chirurgo Vincenzo Mazzaferro spiega come nuovi farmaci in combinazione con la chirurgia e altre cure disponibili restituiscono la speranza ai malati.

     

    C’è un’intera famiglia di farmaci, alcuni dei quali in sperimentazione all’Istituto Nazionale Tumori di Milano, che permette di bloccare l’evoluzione dei tumori alle vie biliari. Essi vengono impiegati quando non è possibile intervenire chirurgicamente e permettono se non la guarigione (più spesso ottenibile con l’asportazione del tumore), almeno il controllo della malattia fino all’80 per cento. Lo spiega Vincenzo Mazzaferro, esperto noto a livello internazionale nel campo del trattamento dei tumori dell’apparato digerente, in particolare delle vie biliari e del fegato. Direttore del reparto di Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto di Fegato della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, professore ordinario in chirurgia generale per l’Università degli Studi di Milano, Mazzaferro è anche impegnato nel sostegno dei malati prima e dopo il trapianto di fegato. Ha ricevuto molti riconoscimenti tra i quali il premio Firc (Fondazione Italiana Ricerca sul Cancro) consegnato dalla Presidenza della Repubblica.Leggi l’articolo


    SAVE THE DATE! Sabato 19 Ottobre XX Giornata di PROMETEO

    SAVE THE DATE! Sabato 19 Ottobre XX Giornata di PROMETEOXX Giornata di PROMETEO, Sabato 19 Ottobre, SAVE THE DATE!

    Quest’anno l’appuntamento sarà molto importante poiché l’Associazione, come sapete, celebra il suo Ventennale. Desideriamo festeggiare questo grande traguardo con tutti voi, Soci e Amici, e condividere le numerose novità che abbiamo in serbo per il futuro.

     

    La Giornata si terrà presso l’Aula Magna della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

    A breve vi comunicheremo il programma dettagliato. Inviateci al più presto le vostre adesioni!

    Per informazioni e per confermare la vostra partecipazione, contattare la segreteria al numero 02.23902878 oppure via email prometeo@istitutotumori.mi.it.

     


    Una carezza al giorno toglie il medico di torno. Formazione e supporto del volontariato

    Volontari PROMETEO - ph. LaeraSi sa, fare volontariato è sempre una scelta importante. Dedicare del tempo all’aiuto del prossimo non solo contribuisce a migliorare la qualità della vita di chi è più bisognoso ma aiuta soprattutto se stessi.

    Decidere di impegnarsi in un percorso di volontariato all’interno di un ospedale però richiede un livello di impegno, motivazione e responsabilità in qualche misura superiore. Ecco perché nell’ambito sanitario e socio-sanitario, oggi più che mai, il Volontario necessita di una formazione attenta e precisa. Non solo per poter rendere il migliore servizio possibile ai pazienti e ai loro familiari ma anche per preparare il Volontario stesso ad un’attività di forte impatto e ad alto contenuto emotivo.

    Da sempre i Volontari di PROMETEO lavorano in primo luogo sugli aspetti comunicativi del rapporto con il paziente e la sua famiglia, con particolare attenzione alla relazione d’aiuto, all’ascolto attivo e all’empatia; in secondo luogo forniscono informazioni sui servizi sanitari e socio-assistenziali del territorio e sui servizi di accoglienza offerti dalla nostra Associazione con CasaPROMETEO, approfondendo il concetto di malattia e sofferenza, su specifiche patologie e relativi percorsi di trattamento e cura, in un reparto, presso l’Istituto Nazionale dei Tumori, in cui avvengono interventi chirurgici particolarmente delicati, fra i quali il trapianto di fegato.

    Grazie ai finanziamenti ottenuti dalla Chiesa Valdese per il progetto Una carezza al giorno toglie il medico di torno. Formazione e supporto del volontariato per la promozione del benessere dei pazienti e delle loro famiglie, PROMETEO ha organizzato per i suoi Volontari un percorso di formazione psicologica e medico sanitaria con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’azione del Volontario e la capacità di fronteggiare le problematiche più comuni che si possono presentare durante il servizio in reparto.

    Grazie poi alla collaborazione con le dottoresse Silvia Polin e Piera Campagnoli, psicologhe e psicoterapeute, inaugureremo da settembre, sui nostri canali social e sul sito, una rubrica che affronterà tutti i temi trattati dai Volontari di PROMETEO durante gli incontri. Sarà un’occasione di approfondimento anche per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del volontariato in modo più consapevole e informato.

    Continua a seguirci!

     

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    Apprezzare il lavoro di PROMETEO, anche da lontano

    Testimonianza trapiantato Antonino Tedesco“Sono un ottantenne pensionato della scuola, che ha dedicato circa cinquant’anni di servizio alla formazione delle giovani generazioni.

    Ho conosciuto Onlus PROMETEO più di tre anni orsono, cioè da quando ho scoperto di essere affetto da un linfoma per cui, su sollecitazione dei miei tre figli, sono ricorso immediatamente alle premurose e competenti cure dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

    Durante le due chemioterapie che ho dovuto affrontare, ho avuto modo di conoscere e apprezzare il grande lavoro svolto non solo dal personale sanitario dell’Istituto ma anche quello altamente qualificato di Onlus PROMETEO, per la sensibilità e l’impegno verso i problemi dei pazienti e dei loro familiari. Ho potuto sperimentare personalmente le molteplici attività svolte sul piano della ricerca clinica, dell’accoglienza dei pazienti, dell’ospitalità dei loro cari negli alloggi di CasaPROMETEO, degli obiettivi raggiunti e di quelli in divenire. Perciò ancora oggi continuo ad avvalermi della disponibilità e dell’ospitalità offertami da questa importante organizzazione durante i controlli semestrali di routine.

    Poiché ricorre quest’anno il ventesimo anniversario della sua fondazione avvenuta nel 1999, abitando io in provincia di Salerno, ho sentito forte il dovere di inviare a tutto lo staff di questa benemerita Associazione, nota in tutto il territorio nazionale, le mie più vive congratulazioni e i più sentiti auguri di sempre migliori e più ampi successi in un campo così importante quale quello socio-sanitario e assistenziale.” – Antonino Tedesco

     

    In segreteria spesso arrivano lettere come questa, da pazienti che ci hanno conosciuto durante un periodo di ricovero presso l’Istituto. Proprio in concomitanza della ricorrenza del ventennale, Antonino ha voluto ringraziare tutta l’Associazione per i servizi di accoglienza e supporto che offre ai malati.  È tra le nostre mission: aiutare le persone ricoverate, sovente lontane dalla loro casa e dai loro affetti, a ritrovare il calore di una famiglia, grazie anche ai nostri volontari sempre presenti in reparto, durante tutto il loro percorso ospedaliero, ma anche successivamente, quando ritornano in Istituto per i controlli. I ringraziamenti dei pazienti, anche ad anni di distanza, le loro belle parole, i loro pensieri positivi verso l’Associazione e chi vi opera, ci confermano che quello che stiamo facendo è la giusta via. Grazie a te Antonino!


    Esperienze di lettura, dal book-crossing alle sculture letterarie – di Antonella Marchi

    esperienze di letturaChi non ha mai sentito parlare di “Book-Crossing”? È un’iniziativa basata sull’idea di lasciare un libro della nostra biblioteca personale per chi lo voglia prendere, in ambiente naturale o in ambiente urbano, impegnandosi a lasciare quel libro, una volta letto, altrove.

    Oggi sempre più diffusa in tutti i paesi del mondo, l’idea di condivisione delle esperienze di lettura nasce ormai diversi anni fa e già ai suoi esordi PROMETEO ha deciso di adottarla e di promuoverla con una piccola libreria, accessibile a tutti, presente al 7 piano del reparto di Chirurgia Epato gastro pancreatica e trapianto di fegato presso l’Istituto Nazionale dei Tumori. L’idea è quella di condividere un libro con il mondo e poi … liberarlo! In modo da offrire l’occasione ai pazienti ricoverati e ai loro familiari di potersi arricchire e di poter evadere dalla routine ospedaliera attraverso la lettura.

    Del resto in quest’era digitale, sempre di più si sente l’esigenza di tornare alla lettura, quella su carta stampata, con quel classico odore dei libri che ci fa sentire un po’ a casa e di condividere il piacere di leggere in una molteplicità di forme. Volete scoprire quali? Leggete il nostro articolo a cura di una cara amica di PROMETEO, Antonella Marchi. Buona lettura!

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