Esperienze di lettura, dal book-crossing alle sculture letterarie – di Antonella Marchi

    esperienze di letturaChi non ha mai sentito parlare di “Book-Crossing”? È un’iniziativa basata sull’idea di lasciare un libro della nostra biblioteca personale per chi lo voglia prendere, in ambiente naturale o in ambiente urbano, impegnandosi a lasciare quel libro, una volta letto, altrove.

    Oggi sempre più diffusa in tutti i paesi del mondo, l’idea di condivisione delle esperienze di lettura nasce ormai diversi anni fa e già ai suoi esordi PROMETEO ha deciso di adottarla e di promuoverla con una piccola libreria, accessibile a tutti, presente al 7 piano del reparto di Chirurgia Epato gastro pancreatica e trapianto di fegato presso l’Istituto Nazionale dei Tumori. L’idea è quella di condividere un libro con il mondo e poi … liberarlo! In modo da offrire l’occasione ai pazienti ricoverati e ai loro familiari di potersi arricchire e di poter evadere dalla routine ospedaliera attraverso la lettura.

    Del resto in quest’era digitale, sempre di più si sente l’esigenza di tornare alla lettura, quella su carta stampata, con quel classico odore dei libri che ci fa sentire un po’ a casa e di condividere il piacere di leggere in una molteplicità di forme. Volete scoprire quali? Leggete il nostro articolo a cura di una cara amica di PROMETEO, Antonella Marchi. Buona lettura!

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    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione

    Giacomo Infantino fotografo“Criteria è un lavoro sviluppato in due anni di frequentazione costante presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Il progetto, nato da un workshop, ha visto la collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Brera e Fondazione IRCCS, con la coordinazione di Onlus PROMETEO. A fronte di un lavoro collettivo concretizzatosi in una mostra e in una pubblicazione scientifica, in questi anni, ho voluto approfondire la storia dell’Istituto e della vita al suo interno continuando singolarmente un’indagine personale sul tema della ricerca e della malattia.”

     

    Abbiamo conosciuto Giacomo Infantino proprio in occasione di questa collaborazione. Fotografo e studente dell’Accademia di Brera, non solo ha realizzato molti degli scatti successivamente esposti e oggi presenti in reparto, ma si è anche occupato della realizzazione grafica del catalogo e dell’allestimento della mostra, tenutasi presso lo Spazio Eventi di Palazzo Pirelli lo scorso mese di marzo, dal titolo Lievi e Precisi come determinati voli. Sguardi altri sulla ricerca e la cura dei tumori.

    Questa esperienza è stata per lui talmente segnante da averlo spinto a proseguire la ricerca all’interno dell’Istituto, dando così vita a un percorso fotografico a sé stante: CRITERIA. Ci siamo fatti raccontare da Giacomo stesso come nasce CRITERIA e cosa lo ha spinto a sviluppare questo progetto al di là del lavoro fatto come studente dell’Accademia:

     

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione 6La necessità di intraprendere questo percorso nasce dalla volontà di entrare sempre più in contatto con l’ambito medico e i pazienti. Diversi sono gli aspetti che mi hanno spinto su questa strada che, inizialmente, mi spaventava molto in quanto legata alla mia vita personale e famigliare.

    È stata una decisione concreta per combattere dentro di me la demonizzazione della malattia e dei brutti ricordi legati all’Istituto.

     

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione 4La delicatezza del tema, le difficoltà, ma anche la volontà di conoscere un mondo molto distante dal mio è stata la spinta di motivazione nel prolungare il mio lavoro, inizialmente di sei mesi e che successivamente si è esteso per ben due anni interi.

    Tutto questo si è rivelato in un percorso formativo e di presa di consapevolezza che ha profondamente influito sulla mia persona. Un’esperienza che consiglio non solo dal punto di vista fotografico, ma anche come bellissimo percorso utile a curare la propria anima e quella degli altri.

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione 1Nel mio caso, oltre a questo, la fotografia è stata il legante che ha attivato una cooperazione lavorativa tra me e i medici. Durante la realizzazione del lavoro ho avuto la possibilità di creare immagini con le stesse tecnologie del reparto di Radiologia e Diagnostica per Immagini (CDI). Incredibile constatare come fossimo legati, fotografi e medici, da ciò che rappresenta un’immagine, anche se con scopi totalmente diversi: entrambi attribuiamo ad essa il lato che appartiene alla sfera dell’estetica e dell’arte, molti di loro infatti sono artisti fotografi, tecnici di laboratorio e camera oscura o grandi appassionati di immagine.

     

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione 5Ho utilizzato molte fotografie d’archivio dell’IRCCS e attinto alla sua memoria storica che, mescolata al presente con nuove fotografie, hanno dettato la strada per una nuova lettura.
    Il mio lavoro dunque si colloca in un immaginario effimero, posto tra finzione e realtà, passato e presente. Esso gioca sulle sensazioni e le percezioni di uno stato intimo e di immobilità emotiva personale, ma che viene oggettivato dalle registrazione concreta della camera. Fotografia a tratti documentaristica, di archivio, e immagini realizzate attraverso l’uso di macchinari medico-scientifici creano una corrispondenza di immobilità interiore che vuole essere superata o forse accettata.

    Colgo ancora l’occasione per ringraziare tutto il personale medico, l’associazione PROMETEO in quanto si è distinta per la disponibilità e l’aiuto concreto datomi, i Professori Mazzaffero, Laera e Pizzi quali ideatori e curatori del progetto, e soprattutto tutti i volontari, i pazienti e i colleghi.”

    CRITERIA 2017-2019, Giacomo Infantino

     

    Grazie a Giacomo per aver raccontato attraverso i suoi scatti la storia dell’Istituto, il reparto, l’Associazione, tanti frammenti di vita all’interno di un “set” così particolare come può essere un ospedale.

    CRITERIA di Giacomo Infantino: ricerca e malattia, una nuova visione

    PROMETEO ci tiene a sostenere i giovani talenti, non solo nel campo della medicina, quindi ti invitiamo a seguire Giacomo.

    Il suo sito: www.giacomoinfantino.com

     

     

     

    Lievi e precisi come determinati voli. Il catalogo della mostraLa pubblicazione che racchiude il catalogo completo della mostra “Lievi e precisi come determinati voli. Sguardi altri sulla ricerca e la cura dei tumori” è ancora disponibile a fronte di un contributo a partire da 20,00 euro. Anche questo è un modo per sostenere i progetti di Associazione Onlus PROMETEO.

    PRENOTA il catalogo della Mostra e ritiralo presso la segreteria PROMETEO
    c/o Istituto Nazionale dei Tumori, Via Giacomo Venezian 1, Milano previo appuntamento telefonico contattando lo 02 23902878

    Effettua un bonifico:
    Banca Popolare di Sondrio: IBAN IT41 J 05696 01620 000015010X93
    Causale: Catalogo Mostra (indica anche nome e cognome di chi ritirerà la copia)


    Biblioterapia, leggere ci aiuta a guarire

    Biblioterapia, leggere ci aiuta a guarire 1Aristotele credeva che la letteratura potesse guarire le persone e gli antichi romani riconobbero l’esistenza di un rapporto tra medicina e lettura. Leggere può davvero essere un valido strumento terapeutico?

    Pare proprio di sì. Da diversi anni ormai, soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, si è sviluppato un nuovo approccio psicoterapeutico, volto a migliorare il benessere dei pazienti affetti da diverse patologie, attraverso la lettura. La cosiddetta biblioterapia, che può essere un ottimo supporto per combattere la depressione, il declino cognitivo, fenomeni quale il bullismo e l’esclusione del diverso, sempre più spesso viene utilizzata nei reparti ospedalieri a sostegno del percorso terapeutico dei malati oncologici.

    Interventi di biblioterapia consistono ad esempio nel suggerire ai pazienti letture a loro appropriate come strumento di benessere, elaborazione e crescita personale. Ecco che la presenza di una biblioteca all’interno di un ospedale può fornire un valido mezzo di evasione per chi si trova immerso in un percorso di cure. Leggere diventa un momento sacro, un tempo da dedicare a se stessi, in cui i pensieri della quotidianità e quelli legati alla malattia possono prendersi una pausa; leggere permette di riflettere, scoprire le proprie emozioni e perché no, evadere dalla realtà per qualche istante.

    Anche Onlus PROMETEO, impegnata da sempre nell’umanizzazione delle cure per i pazienti oncologici, ha deciso da diversi anni ormai di creare una piccola biblioteca, situata al 7 piano del Reparto di Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto Fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori. All’interno della nostra libreria nata con il progetto Un libro ti prende in prestito si possono trovare volumi di ogni genere – gialli, fumetti, narrativa, classici– a disposizione di chiunque voglia usufruirne.

    La particolarità del progetto, affine al book-crossing, è quella che i libri presi in prestito non vengono segnati in nessun registro, quindi l’accesso è libero. Inoltre, contrariamente ad una classica biblioteca, i libri non devono necessariamente essere restituiti: chi sceglie un libro decide se renderlo oppure no. Così com’è anche possibile donare altri testi.

    L’idea, nata ormai nel 2009, è quella di migliorare la qualità del tempo che si è costretti a trascorrere durante il ricovero o nelle lunghe attese nei corridoi dell’ospedale. Con questo servizio vogliamo dare la possibilità, a chi si trova in ospedale, di riempire quei momenti vuoti e silenziosi di parole che diano sollievo e facciano bene all’anima.


    Diventare Volontario: Enrica e Andrea e la grande famiglia di PROMETEO

    volontari PROMETEO Enrica e Andrea-Dopo essere stati dei pazienti, da quasi un anno Enrica e Andrea fanno parte della famiglia di PROMETEO.

    Trascorrono il loro turno della mattina ad accogliere con tante chiacchiere e sorrisi i pazienti che aspettano in sala d’attesa del Reparto di Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto Fegato al 7° Piano dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

    «Sono vicina alle persone che incontro in reparto – racconta Enrica – perché io stessa ho subito un intervento e nel periodo in cui sono stata ricoverata, le attenzioni avute dai medici, dagli infermieri, dai Volontari di PROMETEO mi hanno dato forza e aiutato a superare un momento di grande fragilità fisica e psicologica. Non appena mi sono ripresa ho chiesto di fare la volontaria e così è iniziato quello che per me è diventato un momento irrinunciabile. Come non averci pensato quando stavo bene, me lo sono chiesta tante volte!»

    Aggiunge Andrea, un po’ commosso: «la mia storia in Istituto è iniziata nel 2016. Sono stato visitato dalla dottoressa Coppa e non appena uscito da qui, mi sono sentito rinato; ho ritrovato la fiducia che avevo perso e oggi sono veramente felice e grato a tutto lo staff del 7° piano. Nei giorni di ricovero ho avuto l’opportunità di conoscere PROMETEO attraverso i Volontari che il pomeriggio portavano il tè nelle stanze… anche questo mi ha portato a decidere di entrare a far parte di questa splendida Associazione».

    «Io e Andrea,- conclude Enrica – che ogni giovedì mattina siamo in reparto, viviamo assieme ai pazienti e ai loro parenti, tutte l’ansia e le preoccupazioni con cui si trovano faccia a faccia queste persone. Sono convinta, e me ne rendo quotidianamente conto, che l’attenzione a loro dedicata, attraverso una parola di conforto, un sorriso e qualche volta, perché no, un po’ di leggerezza, è sicuramente di grande aiuto. Grazie a PROMETEO la nostra vita è cambiata in meglio!»

    Giungono a PROMETEO spesso per caso, i nostri Volontari sono persone come te, ma al contempo sono speciali. Persone che dedicano parte del loro tempo libero per migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari durante la permanenza in ospedale. Entrare in PROMETEO come Volontario significa diventare parte di una grande famiglia.

    Scopri come diventare Volontario

     


    Per dare la stessa vita alla tua nuova storia, video-spot per PROMETEO

    Federica Del GiudiceMolti conoscono Federica Del Giudice. Nel 2013, a soli 21 anni, subì un trapianto di fegato presso l’Istituto Nazionale dei Tumori.

    Da Bari a Milano, il viaggio fu lungo, pieno di dubbi e di ansia per un futuro che non poteva conoscere: viaggiava verso la sua nuova vita.

    Giunta a destinazione conobbe ben presto la realtà di PROMETEO. Ricorderà sempre, dice, l’aiuto che ricevette dai volontari, per gli aspetti pratici e burocratici che si devono affrontare all’arrivo in un nuovo ospedale, ma anche e soprattutto la grande umanità che trovò giungendo in reparto all’Istituto Nazionale dei Tumori. Di grande importanza fu l’incontro con volontari trapiantati con cui confrontarsi, poter parlare di un’esperienza già vissuta da altri inevitabilmente l’aiutò molto. L’accoglienza, il conforto, la vicinanza umana, per lei ma anche per la sua famiglia, le diedero forza. In un periodo buio della sua vita, Federica, oltre a sua mamma e suo papà, ebbe vicino una nuova grande famiglia.

    Oggi studia Psicologia del Benessere all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Ha scritto molti articoli per la pubblicazione PROMETEOInforma. Per esperienza vissuta in prima persona sa bene quanto sia difficile comunicare durante la malattia.“Parlare agli altri della propria malattia, è una cosa troppo difficile da affrontare. Ma non bisogna evitare l’argomento; parlarne può far bene, può essere uno sfogo positivo, un aiuto. Se si evita di parlarne, la malattia si trasforma in una cosa nascosta e rara; il diretto interessato non può fare a meno di sentirsi sbagliato e di avvertire solitudine e il peso di dover combattere da solo.”

    Federica, iscritta all’AIDO Associazione Italiana per la Donazione di Organi, è anche consapevole della poca informazione che esiste a riguardo – “ancora oggi, soprattutto al sud, rimane un tema difficile che spaventa molti. È quasi un tabù”.

    Mossa dall’esperienza e dal desiderio di condividere quello che ha vissuto con chiunque si trovi nella sua situazione, al fine di regalare forza, consapevolezza e aiuto, e soprattutto di diffondere l’importanza della donazione di organi, Federica ha voluto realizzare, insieme a due amiche, Chiara Manna e Alice Valenti, un video-spot, che racconta il periodo del trapianto.

    Quando pensa al suo donatore Federica ci racconta – “… ti resta addosso un’immensa voglia di ringraziare. Ma è un grazie talmente grande che non sai come dirlo”.

     

    Video-spot per PROMETEO, Federica Del GiudiceGuarda il video “Per dare la stessa vita alla tua nuova storia”.

    Il video racconta l’esperienza di una paziente ricoverata presso la Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori per un trapianto di fegato, che viene a contatto con l’Associazione Onlus PROMETEO. La frase finale “PROMETEO: RICEVE, RIDONA, RICERCA” descrive in modo esauriente le tre mission dell’Associazione.

    Created by: Federica Del Giudice, Chiara Manna, Alice Valenti
    Edited by: Garbaign Studio


    Accoglienza e umanizzazione delle cure, tra i principali obiettivi di Onlus PROMETEO

    Rinnovo sala attesa settimo piano Istituto TumoriAccoglienza e umanizzazione delle cure sono da sempre tra i principali obiettivi di Onlus PROMETEO e nell’ottica di renderli ancora più concreti nasce “Accolti a 360°”, realizzato grazie al contributo della Chiesa Valdese.

    Il progetto ha permesso una riprogettazione parziale, e un rinnovo degli ambienti dedicati all’accoglienza: gli alloggi di CasaPROMETEO e la Sala di aspetto del Reparto di Chirurgia EGP e Trapianto Fegato dell’Istituto dei Tumori.

    L’idea di fondo è che, mettendo al centro le esigenze dei pazienti, anche i luoghi in cui soggiornano durante il periodo di cure contribuiscano a rendere la permanenza più confortevole e serena ai malati oncologici e ai loro familiari, costretti ad affrontare un percorso lungo, difficile e spesso lontani da casa e dagli affetti.

    Il 18 giugno PROMETEO ha voluto inaugurare, alla presenza del Direttore generale dell’Istituto, Stefano Manfredi e del Direttore sanitario Oliviero Rinaldi, di tutto lo staff medico e infermieristico del settimo piano, dei pazienti e dei volontari, la sala d’attesa del reparto. Un momento importante di condivisione per chi ogni giorno vive quegli ambienti tra difficoltà, speranze, e perché no, qualche sorriso.

    L’inaugurazione è stata l’occasione per festeggiare tutti insieme il compleanno di PROMETEO che da vent’anni lavora al servizio della ricerca clinica e dei pazienti oncologici. Ringraziamo ancora una volta la Chiesa Valdese, l’Istituto dei Tumori, l’architetto Elli che a titolo gratuito ha riprogettato l’arredamento, i volontari che con entusiasmo hanno lavorato all’organizzazione della giornata e tutti coloro i quali ci sostengono nel proseguimento delle nostre attività.

    Guarda il video!

    Accoglienza e umanizzazione delle cure, tra i principali obiettivi di Onlus PROMETEO

     


    Salvatore Camiolo: dopo il dono di una seconda vita arriva il tempo da donare agli altri

    Mazzaferro-Camiolo testimonianza trapianto di fegato«Sul finire del 1993 mi ritrovai con un epatocarcinoma su una cirrosi che affliggeva il mio fegato. Avevo 38 anni, una moglie e due piccoli bimbi che contavano solo su di me.

    Ero precipitato in uno stato di semi coscienza ma con un pensiero martellante: “Non potevo permettermi di andarmene!”. Ma quella era solo la mia speranza di papà disperato!

    Uno dei miei fratelli, medico, subito si prodigò per mettermi in contatto con l’unità trapianto di fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano allora coordinata da un giovane medico, poco più che trentenne, il dott. Vincenzo Mazzaferro di cui già si diceva un gran bene. Durante gli accertamenti di routine ebbi modo di osservare a fondo quell’ospedale, chi vi lavorava e con quale spirito, professionalità e umanità affrontava ogni giorno noi pazienti.Leggi l’articolo


    Michela Monteleone alla Giornata della Ricerca: dalla borsa di studio al Premio Maria Bambina Besana

    Michela Monteleone giornata della ricerca 2019Il 16 maggio 2019 si è svolta a Milano la Giornata della Ricerca dell’Istituto Nazionale dei Tumori. Il tema di quest’anno “Ricerca e prevenzione: sana alimentazione e buone abitudini possono ridurre il rischio di tumore, ma anche il rischio di recidiva della malattia”.

     

    Come location per l’evento è stato scelto l’Orto Botanico Città Studi per consentire una giornata pensata anche per i pazienti e le loro famiglie, dove poter passeggiare e rigenerarsi, riflettendo, a contatto con gli spazi verdi a disposizione, sull’importanza di uno stile di vita sano.

    La Giornata della Ricerca è anche l’occasione per guardare al futuro e valorizzare e sostenere l’impegno dei giovani scienziati under 35 che svolgono la loro attività di ricerca clinica-epidemiologica, di base e traslazionale all’Istituto Nazionale dei Tumori. “La Giornata della Ricerca rappresenta un importante momento di riflessione e di confronto tra ciò che fa parte del nostro attuale bagaglio di conoscenze e di quello che ci può riservare il futuro” – afferma Marco Votta, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori. “Ai nostri ricercatori va tutta la nostra riconoscenza per il grande lavoro che svolgono ogni giorno. Colgo quindi l’occasione per sottolineare ancora una volta che investire nella ricerca è da sempre una scelta vincente, questo sempre e soprattutto per un Centro di eccellenza come INT”.

    Michela Monteleone alla Giornata della Ricerca: dalla borsa di studio al Premio Maria Bambina BesanaTra i quattro giovani che quest’anno si sono particolarmente distinti per il valore e la qualità dei progetti e che sono stati selezionati per ricevere il riconoscimento che consentirà loro di proseguire la propria attività c’è anche Michela Monteleone a cui è stato assegnato, per l’area chirurgica in ambito epato-pancreatico, il Premio Maria Bambina Besana.

    Il progetto premiato, e tuttora in corso, “Molecular prognosis of Neuroendocrine Tumors (NETs):clinical and therapeutic implications of gene mutation assesed by Next Generation Sequencing (NGS)and 3D Organoid Culture” è incentrato sullo studio dei tumori neuroendocrini pancreatici (pNET) localmente avanzati o metastatici ed è nato dalla necessità clinica di comprendere come l’eterogeneità di queste neoplasie rare possa influenzare l’outcome dei pazienti e di poter identificare dei target molecolari da combattere con specifiche terapie.

    Nel corso dell’ultima Giornata di PROMETEO la dottoressa Monteleone ha ricevuto per i suoi meriti una borsa di studio che le consente di continuare la sua formazione chirurgica in Istituto e le ha permesso di proseguire gli studi per i quali è stata premiata.


    Speranza, consapevolezza, coraggio, impegno verso il prossimo. La testimonianza di Antonella

    Raccontare un’esperienza vissuta attraverso una testimonianza è una scelta importante. Condividere la propria storia con altre persone che si trovano nella stessa situazione è un gesto di grande valore che può trasformarsi in un grande aiuto.

    Una email scritta da Antonella Franco, giovane paziente trapiantata anni orsono presso l’Istituto dei Tumori di Milano, e inviata a Vincenzo Mazzaferro, ci ha colpito. Ne condividiamo il contenuto perché riteniamo che, parallelamente al nostro operato, le testimonianze dei pazienti siano fondamentali.

    Aggiungere al processo di guarigione coraggio, consapevolezza, speranza, impegno verso il prossimo, non può che rendere tutto migliore.

    Antonella ha desiderato in questo modo esprimere la sua gioia per il premio ricevuto dal Prof. Vincenzo Mazzaferro lo scorso 12 aprile a Vienna: “Mi sono emozionata. Mi sono venuti in mente tanti fatti della mia vita… Sto bene e sto pensando di scrivere un libro con la mia esperienza di vita per aiutare le nuove generazioni a credere nel valore della vita… i giovani hanno bisogno di testimoni credibili per affrontare la vita con i valori. Prego per voi. Sono contenta, mi ha fatto bene al cuore e alla mente. Un abbraccio forte”.

    Alla risposta del Prof. Mazzaferro, Antonella ha replicato “…Si continua a pregare per questa società, per tutti voi che incarnate il meglio di questa società e che siete come il buon samaritano nelle parole del signore Gesù, voi che ci aiutate, lottate con noi, per garantirci la possibilità di vita. Ho avuto momenti belli, di sconforto, di pianto, di lotta anche nel mio posto di lavoro, ma il sapere che sono amata da Dio padre mi ha aiutato; pensare al mio donatore e alla sua famiglia mi ha aiutato a combattere. Si vive per due. E si prega per la sua equipe e per tutti i vostri pazienti; che possiate essere aiutati dallo Spirito Santo, in questo momento storico ne abbiamo tutti un grande bisogno. Con grande stima e affetto

    Grazie Antonella per la spontaneità del tuo scrivere e per il messaggio che hai mandato anche a tutti noi, permettendoci di pubblicare le tue belle parole. Ci auguriamo davvero che tu possa scrivere o documentare in qualche modo la tua esperienza di vita. C’è veramente tanta necessità di esempi e di verità, soprattutto dalle giovani generazioni, e tu certamente incarni entrambi.

     

     


    La matematica non è un’opinione. 5 x mille moltiplicato per…!

    5 x Mille Onlus PROMETEO5 x mille moltiplicato per …! La matematica non è un’opinione e piccoli gesti hanno fatto la differenza. Anche quest’anno scegli di devolvere il tuo 5 x mille a Onlus PROMETEO.

     

    Siamo giunti al 2019, l’anno in cui la nostra Associazione celebra il suo ventennale. Abbiamo fatto grandi passi in questi 20 anni di attività. Anche la tua firma per devolvere il 5 x mille ha contribuito alla crescita e al consolidamento dell’Associazione e ci ha permesso di continuare ad offrire i servizi che ci contraddistinguono da sempre, di fare accoglienza e di sostenere la ricerca scientifica.

    Abbiamo fatto due conti, abbiamo tradotto in numeri quello che riusciamo a garantire in Associazione ogni anno e lo abbiamo moltiplicato per i vent’anni di attività. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie al tuo supporto, a ogni donazione che abbiamo ricevuto, a ogni firma 5 x mille:

    • 65 pomeriggi in compagnia con l’appuntamento Tè con PROMETEO
      = 300.000 tazze di tè offerte in reparto ai pazienti e ai loro famigliari
      Ogni giorno, al settimo piano dell’Istituto Nazionale dei Tumori, i Volontari allestiscono un carrello con tè, biscotti, succhi di frutta, e passano in reparto per offrire a chi lo desidera un momento di svago che aiuta a spezzare la monotonia del tempo ospedaliero, avvicinando pazienti, famigliari e medici;
    • 6 Alloggi CasaPROMETEO x 4.000 notti all’anno
      = 50.000 notti di ospitalità a pazienti in cura a Milano e ai loro familiari
      Le nostre case di accoglienza si trovano nei pressi dell’Istituto Nazionale dei Tumori e sono aperte 365 giorni l’anno, a disposizione dei malati provenienti da tutt’Italia;
    • 2 Borse di studio all’anno
      = 40 giovani ricercatori che ne beneficiano per portare avanti la ricerca sui tumori epatici
      Associazione PROMETEO sostiene da sempre la ricerca clinica applicata, cioè finalizzata non solo ad assistere e curare il malato, ma anche a studiare la malattia ed i suoi meccanismi per individuare ed applicare nuove strategie di cura. Nello specifico, PROMETEO finanzia borse di studio per medici e ricercatori impegnati presso la Struttura Complessa di Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto di Fegato;
    • 25 Volontari x 2500 ore di preziosa presenza
      = 50.000 ore di tempo impiegato in aiuto, ascolto e accoglienza dei pazienti in reparto
      È il nostro impegno quotidiano: rendere migliore la qualità della vita dei pazienti ricoverati e dei loro famigliari. La missione dei nostri Volontari è quella di stare vicino alle famiglie e soprattutto all’ammalato, per alleggerirlo del peso che la malattia può portare, nel momento del ricovero ma anche e soprattutto durante la permanenza in ospedale.

    Vogliamo continuare a moltiplicare questi numeri e garantire i nostri servizi. Il nostro impegno non mancherà mai. Grazie di cuore a te che continui a darci fiducia e prezioso sostegno.

    Anche quest’anno fai la scelta giusta e firma per devolvere il tuo 5 x Mille ad Associazione Onlus PROMETEO. Non ti costa nulla e per noi è di grandissimo aiuto.

    Prendi nota del nostro codice fiscale 97243270150 e ricordati di indicarlo sulla tua dichiarazione dei redditi.

    Per approfondire, leggi la pagina 5 x Mille. Troverai il nostro promemoria e tutte le spiegazioni e chiarimenti di cui puoi avere bisogno. Grazie di cuore!