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PERCHE' PROMETEO CAMBIA LA SUA IMMAGINE E NON SOLO
A questo tenero uccellino l’Associazione Prometeo deve tantissimo. 

Con piacere ed emozione riporto le parole di Francesca Riontino, Segretario Generale e Consigliere dell’Associazione, che ricorda gli inizi di Prometeo e con essi papà Roberto, Socio fondatore.

 “ Era una giornata di maggio non tanto calda ne soleggiata, quel sabato 20 del 2000 quando molti di voi conobbero per la prima volta mio padre. Era una giornata speciale, nasceva ufficialmente Prometeo, avevamo organizzato una festa con la quale presentare il progetto e le idee a tutti e l'entusiasmo era alle stelle. Per mesi si era lavorato dietro le quinte e quando finalmente quella mattina arrivò sembrava che il nostro cammino fosse iniziato già da tantissimo tempo....Papà, come gli altri soci fondatori avrebbe dovuto parlare davanti a tutti voi. Fin da quando era nata l'idea di fondare Prometeo, il suo primo sentimento era stato di attenta analisi e critica: sarebbe stata capace l'associazione di realizzare gli intenti dei fondatori? Sarebbe stata in grado di interpretare esattamente le esigenze dei malati, dei familiari, di chi insomma si trovava a percorrere lo stesso doloroso cammino che lui stava affrontando? Sarebbe stata capace di trasmettere quel messaggio di profonda speranza che scaldava il suo cuore e che lo portava ad essere tanto forte e coraggioso? Aveva accettato la sfida ed era pronto ad andare fino in fondo, a mettersi in gioco, e a vivere ogni giorno la consapevolezza della propria malattia, partecipando attivamente a Prometeo anche se questo gli costava un grande sforzo in questo momento della sua esistenza. Insieme ai Dottori Mazzaferro, Regalia e agli altri soci fondatori aveva dato vita a qualcosa in cui tutti loro credevano fortemente e si proponevano scopi ambiziosi e importanti: "favorire lo studio la cura e la prevenzione delle malattie del fegato..." ma soprattutto "portare un concreto aiuto alla condizione umana e psicologica connessa con queste malattie....per migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari." (Statuto, Art.4) Davanti a me ho la cartella di Prometeo nella quale papà ordinatamente conservava tutto quello che riguardava l'associazione e il suo compito di segretario generale, e mentre giro le pagine e rileggo i suoi appunti, le note e i verbali delle riunioni ancora una volta mi rendo conto di quanto lui ci tenesse, a questo progetto, a quanta energia avesse dedicato ad esso; lo sento ancora seduto accanto a me durante le riunioni a prendere appunti e ascoltare attento.”  

Grazie di cuore a chi ha avuto il coraggio di cominciare. E grazie a chi ha il coraggio di proseguire e di cambiare. Il cambio di immagine di Prometeo rappresenta la tensione crescente fra ciò che avviene e ciò che vorremmo avvenisse. E’ obiettivo di Prometeo coniugare gli aspetti di affettività (intesa come accoglienza e solidarietà attraverso l’organizzazione di servizi per migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari fuori e dentro l’ospedale) agli aspetti di scientificità (intesa come sostegno alla cultura della salute del fegato e alla ricerca nell’ambito della patologia oncologica). Così come è obiettivo fondamentale di Prometeo rispondere al bisogno di una nuova mentalità progettuale che permetta il passaggio da azioni “spontanee” caratteristiche di un volontariato meno pensato ad azioni più “orientate verso obiettivi verificabili” caratteristiche invece di un volontariato più organizzato e quindi anche più duraturo. In questa nuova ottica organizzativa, il lavoro per progetti (oltre ad essere un mezzo per ottenere dei finanziamenti dalle Istituzioni pubbliche e private) vuole essere visto come una adeguata modalità di lavoro, un impegnativo affinamento di linguaggi e di condivisione degli obiettivi. Acquisire una “mentalità progettuale” per Prometeo significa: - costruire degli strumenti per anticipare, delineare e guidare il cambiamento e la crescita nell’operare quotidiano; - costruire e sviluppare strategie e tecniche di analisi per valutare la reale fattibilità di un’azione, - cercare e trovare nuove persone da coinvolgere nella realizzazione delle iniziative e della attività dell’organizza-zione interna; - individuare nuove fonti di sostentamento economico. Cari soci e amici vi chiedo di aiutare Prometeo a promuovere il passaggio dal sogno e desiderio ad altre azioni concrete. Anche Prometeo, insieme ad altre Associazioni moderne è chiamata a costruire una mentalità progettuale che si esprime attraverso: - la disponibilità ad ascoltare gli altri. - la competenza a cogliere le esigenze di cambiamento interne ed esterne all’organizzazione. - la capacità di anticipare l’emergenza con un pensiero organizzato. - la capacità nel trovare soluzioni inedite, elaborare nuove ipotesi o riformulare le vecchie. - il mettersi in discussione considerando il punto di vista altrui. - il mettere in comune le proprie competenze. - la capacità di immaginare scenari (prevedere stati futuri a partire dallo stato iniziale). Cari soci e amici vi chiedo quindi di partecipare al cambiamento di Prometeo sapendo che ogni vostro contributo di pensiero e azione è benvenuto. La disponibilità a cambiare noi stessi, le nostre idee e modelli mentali, la concezione del nostro ruolo, l'impostazione dei progetti che stiamo conducendo, rappresenta un passo determinante e prioritario per innescare un reale processo di cambiamento. I miei più cari auguri di Natale. Grazie di cuore. Si ringraziano Antonella Gangeri e Stefano Piccardo per la realizzazione della nuova immagine grafica di Prometeo.

LAURA GANGERI (Presidente)

 
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