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Volontari
Il volontario è colui che dona volontariamente, spontaneamente, gratuitamente ad altri la sua intelligenza, la sua cultura, il suo tempo e la sua amicizia; non solo occasionalmente, ma in modo continuativo e non con l’atteggiamento del benefattore, ma della persona che condivide un disagio. Questo tipo di volontariato non può essere considerato come un intervento che si sostituisce all’incapacità del sistema di rispondere ai nuovi bisogni sociali e alle trasformazioni di vita ma un valore aggiunto. Il valore aggiunto è l’attenzione umana, il rapporto personale e la solidarietà. Ed è proprio questo tipo di volontariato che contrappone alla burocrazia la flessibilità, ai metodi istituzionalizzati aiuti sempre più personalizzati diventando una risposta critica e costruttiva dell’uomo moderno al bisogno della società alla quale appartiene.
I VOLONTARI DEDICATI ALL'ACCOGLIENZA
Cerchiamo Volontari per permettere di attivare un servizio di accoglienza in reparto tutti i giorni dalle 09.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00
Il ruolo del volontario in reparto:
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partecipa e rispetta il silenzio del malato,
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ascolta il malato con genuino interesse,
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stimola il malato ed i familiari a comunicare i vissuti emotivi,
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rispetta i rapporti ed i ruoli familiari preesistenti,
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trasmette comprensione e vicinanza,
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esprime le proprie opinioni ed i dissensi in modo costruttivo,
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comprende e non giudica il malato e la famiglia,
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organizza attività diversionali e di socializzazione.
Per essere buoni volontari
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avere un'età compresa tra i 18 e i 70 anni,
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avere la disponibilità di due mezze giornate settimanali e di un'ora ogni mese per la partecipazione ad incontri formativi,
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avere una forte spinta motivazionale,
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avere un buon equilibrio emotivo,
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avere buone capacità relazionali,
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avere buone capacità di adattamento
· I
volontari
Grazie ai Volontari che dedicano tempo e cuore
all'Associazione, Prometeo è vicina alle persone che hanno bisogno di
aiuto. Grazie quindi a...Francesca Bonvissuto, Mara Romero, Martina Acquistapace, Lucia
Gavazzi, Luisa Passi, Giacomo Rasella, Daniela Pini, Paola Cito, Tonina
Pedone, Maria Specolizzi, Rossana Zampinetti, Gianantonio Doria, Carla Milan,
Maria Borghi, Anna Riontino, Susi Cancarini, Chiara Colombo, Giuliano
Gobbi.
Il piccolo gesto dal grande
significato
Dio ti dà il tuo volto.
Sorridere tocca a te” Questo delicato ma incisivo motto irlandese
racchiude il fine, non così difficile da raggiungere, che è proprio
della attività di volontariato , ovvero trovare un filo di speranza e
farla sbocciare in un sorriso, il dono più semplice ma significativo che
si possa offrire. E’ da qualche anno che assieme ai miei amici/colleghi
Mara, Paola, Daniela, Lucia, Martina, Carla, Luisa, Rossana, Giacomo,
Maria e Tonina, prestiamo il nostro tempo all’Associazione Prometeo,
attraverso varie attività che comprendono l’accoglienza dei pazienti, il
sostegno in reparto, la pausa tè, e la casa Prometeo. Anche se ormai è
divenuta un’abitudine non possiamo certo scordare l’agitazione delle
prime volte e la paura di non sapere affrontare le situazioni difficili
dei pazienti e dei loro cari. Impossibile da dimenticare è quell’istinto
che ti conduce a sorreggere la persona bisognosa di fronte a te con il
gesto più infantile che noi tutti conosciamo: il sorriso. Fu proprio
così che ci comportammo durante la nostra prima esperienza in Prometeo,
cercando di non deludere lo sguardo di nessuno. Un altro compito
fondamentale che abbiamo imparato è l’ascolto. Lo scrittore irlandese
George Bernard Shaw affermò: “Il peggior peccato verso i nostri simili
non è odiarli, ma essere indifferenti”. E’ proprio per combattere questo
male del nostro tempo, “l’apatia verso l’altro”, che è vitale prestare
attenzione alle parole, ai pensieri, agli stati d’animo, e alle emozioni
che i pazienti e i loro familiari tentano di comunicarci ogni giorno;
convivere con loro e condividere le loro esperienze porta a capire
realmente l’anima della persona e ciò che l’affligge. L’importante
secondo il nostro vissuto in Prometeo è non trattenersi. Non avere
timore dell’altro. Andargli incontro con disponibilità e amore. Senza
poi accorgersene, ci si rende conto che non si dona solamente ma si
riceve anche in cambio un tesoro ovvero la gratitudine che si vede dalla
gioia dipinta sul volto dell’altro. E’ proprio allora che ci si chiede
perché non si è cominciato prima ad aiutare. Ma l’uomo ammette sempre
tardi ciò che il suo cuore sapeva benissimo anche prima... Importante è
comunque prima o dopo, aprire il proprio cuore e donarlo all’altro.
Questo è quello che abbiamo imparato nella nostra esperienza di
volontariato e che speriamo di poter condividere con altri volontari per
costruire insieme l’obiettivo di Prometeo!
(Tratto da un articolo scritto da
Francesca Bonvissuto, una volontaria di Prometeo)
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